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Adolescenti e tv: gli eccessi portano all'abuso di alcool e droghe

Adolescenti e tv: gli eccessi portano all'abuso di alcool e droghe

Un'indagine della Società italiana di pediatria ha messo in evidenza che i ragazzi che guardano più di tre ore al giorno la tv hanno un'alimentazione meno sana, bevono e fumano di più, sono più aggressivi. Consumi di alcool quasi raddoppiati negli ultimi 10 anni, maggiore propensione al fumo di sigarette e "canne" e sempre più ampio uso di sostanze per aumentare le prestazioni sportive. Sono i nuovi "stili di vita" degli adolescenti, emersi da un'indagine effettuata dall'osservatorio permanente della SIP, Società italiana di pediatria, e presentata in occasione del 64mo Congresso Nazionale dell'associazione che si è chiuso sabato 18 ottobre a Genova.
Il congresso è stato aperto alla gente comune con una tavola rotonda nel corso della quale si è discusso di come sono cambiati e come cambiano gli adolescenti italiani.

L'evento, come spiega Pasquale di Pietro, presidente della SIP e direttore del dipartimento di Emergenza e accettazione pediatrica dell'Istituto G. Gaslini, "ha avuto un successo straordinario proprio per aver aperto le porte alle famiglie, scegliendo temi non solo strettamente sanitari, ma anche sociali, a cui hanno contribuito importanti interventi di pediatri, magistrati, psicologi, psicanalisti e anche giornalisti". La TV è indicata tra i principali responsabili del degrado del comportamento dei ragazzi: dall'indagine, infatti, emerge una stretta relazione con il consumo programmi televisivi, anche in fascia protetta.

Facile essere influenzati a fronte di un'esposizione media di oltre 47,6 spot all'ora su Italia 1, nella fascia pomeridiana, di cui oltre il 15% è di soli alimentari, quota destinata ad aumentare con i co-marketing fra i fast-food e e i giocattoli ispirati ai personaggi più popolari fra i bambini. Un'associazione ingannevole fra cibi poco sani e gli idoli dei più piccoli che l'associazione dei pediatri e Altroconsumo si sono impegnate a combattere. Un primo importante passo per debellare il problema prepotentemente in crescita del disagio giovanile proposto dalla tavola rotonda è costruire una "rete" per creare una sorveglianza coesa, mirata alla prevenzione, integrando sempre di più le figure della famiglia, della scuola, delle istituzioni, dei media e sempre di più anche dei pediatri." Scritto da Admin il 19 Ottobre 2008 alle 11:48

 
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