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Minigonna- breve storia di un simbolo immortale

Minigonna- breve storia di un simbolo immortale

Le prime minigonne, presentate dalla stilista inglese, avevano delle caratteristiche: la loro lunghezza doveva essere tale da arrivare circa 5 cm sopra al ginocchio di ogni donna.
Dopo un anno la lunghezza diminuì fino ad arrivare a circa 10 cm sopra al ginocchio.
La lunghezza, poi, iniziò ad essere soggettiva, infatti, nella moda londinese diminuiva sempre più fino ad arrivare a 20 cm sopra al ginocchio ma, nello stesso periodo, a New York non veniva accettata una lunghezza che andava oltre i 10 cm sopra al ginocchio.

Gli anni 60 furono, dunque, il periodo di rinnovamento sociale anche grazie alla minigonna che ha ricevuto non poche critiche negative come quelle di Chanel che, nonostante fosse a favore della rivoluzione femminile, la considerava volgare.
La diffusione della minigonna non ebbe lo stesso successo ovunque.
In Cina, ad esempio, era considerata uno dei simboli della depravazione occidentale.
In Australia, le mini, rimasero di una lunghezza pari a un paio di centimetri sotto al ginocchio per gran parte degli anni sessanta.
Anche in Africa questo capo d'abbigliamento era considerato indecente.
In Italia, invece, la diffusione della minigonna, avvenne intorno al 1966. Non era ben vista dalla popolazione ed era permesso di indossarla solo al chiuso. Le ragazze di quei tempi la adoravano, per loro era il simbolo della ribellione delle menti chiuse e bigotte.

Molti furono i casi in cui le ragazze venivano denunciate se la mini gonna era più corta del consentito.
Molti personaggi importanti del nostro paese, all'epoca, consideravano la minigonna come un capo di abbigliamento che andava contro la lotta della parità di diritti che le donne chiedevano, perché, rendeva le donne oggetto di desiderio.
In Francia addirittura veniva considerata la causa delle violenze sessuali in forte aumento in quel periodo.
Ovviamente anche la Santa Sede era contro le minigonne tanto da rendere ancora più rigide le regole legate all'abbigliamento per entrare in una Chiesa.
A rendere la vita difficile alla minigonna furono anche numerosi medici che la ritenevano causa principale dei reumatismi nelle donne.
Gli anni settanta portarono ad un inversione nella moda delle minigonne grazie anche alle proteste delle femministe che sposavano la tesi che la minigonna rendeva le donne unicamente oggetto sessuale per gli uomini. Quindi la diffusione della minigonna ebbe un calo enorme.

Negli anni ottanta, invece, la mini tornò nuovamente a cavalcare le onde della moda indossata con calze autoreggenti, colorate, trasparenti e a rete.
Gli anni novanta segnarono la svolta per la minigonna.
Al cinema e in tv veniva indossata con disinvoltura riscuotendo consensi dal pubblico femminile.
In Italia le ragazzine iniziarono ad adorare le minigonne anche grazie a un noto programma televisivo: Non è la Rai.
Questo programma era composto da giochi che svolgevano decine di teenager vestite rigorosamente con minigonne e magliette.
Anche in Giappone, in questo periodo, iniziò a diffondersi la minigonna che veniva impiegata anche nelle divise scolastiche.
Nel duemila ormai ci si era abituati e non si faceva più caso alla minigonna che veniva indossata tranquillamente alternata a pantaloni o jeans.


Scritto da Giacomo il 18 Dicembre 2015 alle 11:41
 
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