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Borse Europee in calo, rallentamento dalla Cina

Borse Europee in calo, rallentamento dalla Cina

Col rallentamento da parte della Cina, seconda potenza economica al mondo, anche le borse europee iniziano a risentire gli effetti di questa situazione. 

La contrazione della Cina e le borse europee.
La crisi nel settore della manifattura in Cina continua ad essere presente sul paese dove l'economia è una delle più forti a livello mondiale.
Anche il mese di ottobre si è rivelato non proprio roseo per la Cina sotto questo punto di vista, che lo ha concluso con una lieve perdita nel mercato azionario. 
Questa situazione ha avuto degli effetti negativi su alcune delle borse europee più importanti, dimostrando come Europa e Cina siano legate da un sottile filo a tratti impercettibile ma comunque presente nel campo economico. 
La borsa di Londra, negli ultimi giorni di ottobre, ha aperto sempre con dei leggeri ma significativi ricali dello 0,4%: questo non è stato l'unico dato negativo della borsa europea, visto che Francoforte ha perso 0,5 punti percentuali, mentre Parigi 0,6. 
Una situazione non proprio rosea, soprattutto se si osservano i dati dei vicini della Cina, ovvero il Giappone, che perde invece due punti percentuali sul mercato azionario.

Giornate che si concludono nel migliore dei modi.
Ma malgrado la Cina giochi un ruolo fondamentale sul mercato azionario, le borse europee si sono dimostrate abbastanza forti ed autonome, mettendo in risalto come la situazione economica sul suolo dell'Eurozona sia abbastanza stabile.
Le tre città prima nominate, nel corso delle ultime giornate di ottobre e durante le prime di novembre, seppur abbiano iniziato non nel migliore dei modi, sono sempre riuscite a recuperare il terreno perduto. 
Tutte e tre infatti hanno conquistato dei punti percentuali che hanno permesso loro di chiudere in pareggio ed in alcuni casi in leggero rialzo, come Francoforte, che recupera un punto percentuale portandosi ad un valore positivo di 0,5. 
Fatica invece l'euro, che continua a perdere del terreno nei confronti del dollaro, col cambio euro dollaro che si stabilisce ad un valore di circa 1,1027, raggiungendo uno dei picchi meno elevati registrati nel corso degli ultimi anni. 

L'ottima partenza italiana e turca e la paura statunitense.
Al contrario di quanto accaduto ad alcune delle grandi città europee, a spiccare per gli ottimi risultati sono stati Italia e Turchia, che hanno permesso all'Eurozona di riprendersi.
Le manovre di Telecom, effettuate per mano di Niel, ha permesso alla borsa di Milano di chiudere con un dato positivo, dopo una partenza con la perdita di un punto percentuale, chiudendo con un valore di 0,18. 
La Turchia invece, dopo le elezioni e la vittoria di Erdogan, ha aperto il mercato con un valore positivo del cinque percento, mantenendo stabile tale importo nell'arco delle scorse giornate.
Situazione preoccupante invece in America, dove i valori continuano ad essere sempre differenti tra di loro. 
Ruolo fondamentale verrà giocato dal livello d'occupazione americana e soprattutto negli Stati Uniti, visto che le borse subiscono delle grosse variazioni proprio in base a questo dato assai importante e da non sottovalutare.


Scritto da Giacomo il 4 Novembre 2015 alle 12:02
 
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