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La polizia britannica contro lo stupro nei confronti delle donne

La polizia britannica contro lo stupro nei confronti delle donne

Chi non ama il tè? Beh, forse in Italia qualcuno potrà rispondere che preferisce il caffè, ma un anglosassone difficilmente affermerà di non gradire un buon tè da sorseggiare al pomeriggio, accompagnato da qualche fragrante biscottino. 
Ma provate a immaginare cosa possa voler dire bere il tè anche quando proprio non lo si desidera – e può capitare a tutti e in qualunque momento . 
È questa la semplice e immediata metafora utilizzata dalla 
polizia britannica di Thames Valley, che si occupa delle contee di Berkshire, Buckinghamshire e Oxfordshir, nella recente campagna contro lo stupro nei confornti delle donne, lanciata sui social network e che promuove l'importanza del sesso consapevole in cui il consenso è tutto (come espresso nettamente dal claim), per mettere un freno a ogni forma di violenza sessuale. 

Il tè piace a tutti e probabilmente anche il sesso, ma guai a non rispettare la volontà del proprio partner. E la volontà, spesso, non è esattamente così facile da manifestare ed è questo che segna il confine tra 
sesso consenziente e stupro
L'effetto delle droghe o dell'alcol, per esempio, possono condizionare moltissimo lo stato di coscienza di una persona, al punto da alterare in maniera significativa la possibilità di scegliere consapevolmente se accettare o meno le avances di qualcuno.
Lo stesso dicasi per chi ha problemi mentali o difficoltà relazionali. 
Un sì, inoltre, non vale per sempre. La stessa persona che ha accettato di fare sesso in un determinato momento, potrebbe non volerlo la volta successiva. 
Sono queste le fondamentali sfumature che la 
campagna della polizia anglosassone tende a far emergere.

La 
violenza sessuale colpisce sia donne che uomini, anche se questi ultimi in una percentuale sensibilmente inferiore (8% contro il 92% delle donne). La maggior parte degli stupri, avviene da parte di persone che, in qualche modo, si conoscono. È per questo che è fondamentale educarsi a esprimere un consenso inequivocabile. 
Non basta il silenzio. Non basta non dire di no. Bisogna imparare a dire sì oppure no, chiaramente. 
E, soprattutto, bisogna imparare ad ascoltare, a rispettare qualunque segno che possa far evincere una condizione di incertezza e di momentanea inconsapevolezza, prima di spingere le proprie avances troppo oltre.
Il sesso senza consenso è stupro. Il consenso esiste solo nel caso in cui è chiaramente presente la capacità e la libertà di accettare una relazione sessuale.
Sono questi i temi messi in luce dalla polizia di Thames Valley.

L'appello della 
polizia britannica si spinge in un territorio, per certi versi, ancora inedito. Cerca infatti di introdurre un'attenzione nei confronti del prossimo che vede il potenziale aggressore come il soggetto responsabile, in ultima analisi, della scelta di non abusare della momentanea debolezza del partner. Sono i confini molto sottili dell'incertezza che può essere tipica delle serate in discoteca, che finalmente diventano netti e definiti. 
Non c'è e non deve esserci nessun abuso della volontà altrui, per quanto questa stessa volontà posso essere espressa senza la dovuta chiarezza.
Il sesso deve essere un piacere per entrambi i partner e deve essere fatto con consapevolezza: non prima e non senza la certezza, dunque, di un inequivocabile sì.


Scritto da Giacomo il 4 Novembre 2015 alle 08:25
 
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