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UniPegaso avrà colto i suggerimenti espressi dall’Anvur per risolvere le criticità dei suoi corsi?

UniPegaso avrà colto i suggerimenti espressi dall’Anvur per risolvere le criticità dei suoi corsi?

È passato già un po’ di tempo da quando venne pubblicato il rapporto dell’AgenziaNazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca (Anvur) sulla valutazione qualitativa dell’università telematica Pegaso, ma in queste settimane è tornato ad essere un tema di attualità, nonostante sia stato pubblicato nel 2012, a causa di un articolo pubblicato da L’Espresso sull’università telematica. E ripreso di conseguenza da tanti siti e blog di news ed attualità.

Il documento redatto dall’Anvur è una valutazione sulle strutture, sulle attrezzature e sulla didattica. La valutazione espressa sui primi due punti è stata decisamente positiva. Le sedi sono ospitate in palazzi molto belli e le attrezzature moderne e funzionali. Meno positivo è stato il giudizio sulla didattica. Ed è anche su questo punto che viene incentrato l’articolo di Nello Trocchia.

L’università Pegaso è stato sopposta dall’agenzia di valutazione ad un’attenta analisi sulla totalità della proposta didattica. Un’offerta molto ricca composta da nove corsi di laurea, sessanta master e dieci corsi di perfezionamento. Un’università telematica dai grandi numeri dunque. Forse troppi secondo l’Anvur, soprattutto per quanto riguarda i master di cui consiglia una riduzione. Riprendendo le parole dell’articolo de L’Espresso si legge infatti che: «In mancanza di riscontri sull’effettiva spendibilità di tutte queste qualificazioni, attribuite ad oltre quindicimila frequentanti, e in aggiunta alla presenza di un livello bassissimo di selettività fra iscritti e persone che hanno conseguito il titolo, sorge qualche perplessità sul valore reale della preparazione conseguita nei master medesimi, di cui si raccomanda una drastica riduzione». L’Anvur inoltre ha sottolineato alcune criticità di UniPegaso in particolare, in relazione alla facoltà di Giurisprudenza definita come un \"corso di tipo remedial per studenti lavoratori esclusi dal sistema universitario” e a proposito della quale si legge che «presenta innegabili facilitazioni nell’acquisizione dei crediti e nell’impegno richiesto per superare gli esami». Suggerimenti venivano dati inoltre circa il numero di docenti interni giudicato ancora troppo basso rispetto al numero di professori provenienti da altre università, numero decisamente troppo alto.


Considerando però che tale giudizio risale al 2012 è probabile che UniPegaso abbia da allora accolto i suggerimenti dell’agenzia di valutazione e abbia di conseguenza adeguato l’offerta didattica ai bisogni reali degli studenti e del mondo del lavoro.

Scritto da Giacomo il 17 Dicembre 2014 alle 16:44
 
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